lunedì 3 novembre 2014

Dalla reliquia al gabinetto anatomico. Genesi scultorica 7



Il fascino dimostrativo che hanno in comune le reliquie delle chiese e le teche dei musei 
o collezioni accademiche, ha reso quasi indolore il passaggio "dal confessionale allo psicanalista"
.
Quasi, perché resta l'alienazione dalle premesse legate al contenuto che quei reperti siano
effettivamente di... che effettivamente visse là... compì ciò... che è in relazione a...  etc. Queste 
non sono domande di uno scettico ma un tentativo di restare decente; a chi abbia dei dubbi 
consiglio  un giretto al museo Cesare Lombroso di Torino dove troverà argomentazione, o pensi a tutti
i frammenti di autentica croce di Cristo dove l'argomentazione non la troverà, bensi legno 
abbastanza da costruire un palazzo. In entrambe le tradizioni, il tutto accade rigorosamente ai danni
degli individui sociali. 

La procedura che impiego nel ragionare questo lavoro non è affatto nuova, fa capo direttamente 

all'opera del Marchese di Sade e le sue tecniche e circostanze di argomentazione illuministiche,
di riproduzione del piacere e il dolore all'infinito, dell'inutilità dell'argomentazione comunque 
puntualmente propinata, del rapporto inscindibile tra discorso e potere e infine la sua visione 
del mondo che fa impallidire il più spinto dei cospirazionisti contemporanei. Visione che per 
l'appunto, utilizza la sintassi sia della reliquia che della teca da museo. Si potrebbe andare 
avanti a illustrare in parole ciò che intendo, ma qui mi fermo e passo il testimone alle opere.

Si tratta di tre teche interamente costruite da me e invecchiate con interventi che altrove servono

a restaurare, contenenti materiali vari ma fondamentalmente pezzi miei in terracotta. Sono solo l'inizio 
di una lunga serie di lavori ancora da realizzare. Espongo prima i tre lavori e poi le fasi di realizzazione
di tutte e tre insieme, poiché è così che sono nate. Buona visione!


Ecco la prima: 

 “A  Cesare Lombroso con amore et letizia et eleganza. Santa Lucia”  (teca di legno, terracotta e materiali misti. 27x20 cm)






Dettagli:





La seconda:
“Origine, parabola e declino di Santa Lucia” (Teca di legno, terracotta e materiali misti. 82x35 cm)





Dettagli:










La terza:
“Eva sbagliata” (teca di legno, terracotta e materiali misti. 29x15 cm)




Dettagli:





Ora alcune immagini della genesi dei lavori (tutti e tre insieme) per fasi andando a ritroso fino ai bozzetti:














domenica 2 novembre 2014

ANATOMIA DEL BOUDOIR. Mostra personale di Armando Prieto Perez.





ANATOMIA DEL BOUDOIR
a cura di Maria Chiara Piraccini

Madre, Sorella, Compagna, Figlia.
Eva, Venere, Santa Lucia. Madonne,Vergini e Sante (in pelliccia).

L’indagine meticolosa, sognante, devota, allucinatoria: anatomia di Donna.

Il boudoir, luogo intimo e protetto, sensuale: dimensione privata in cui rincorrere l’immaginazione che si spinge verso la vertigine. Il naturalismo inghiottito in una dimensione metafisica e straniante, dove lo sguardo si rivolge all’interno, contemplando visioni mistiche o stridenti.

Visioni di mani e di occhi, occhi che toccano, mani che vedono: in una realtà che dissolve le sue briglie, moltiplica il raggio delle possibilità, degli angoli di osservazione, nell’indagine.

Frammenti di Donna isolati, osservati al microscopio, come creature misteriose.
Corpi di Donna spiati nei momenti di dolcezza e abbandono, assaporando il contatto con il loro mistero.

L’indagine prosegue.
Un’investigazione ininterrotta attraverso l’anatomia di un corpo sensuale, scomposto in frammenti e poi ricostruito, vagliato nelle proporzioni, per poterne forse carpire il segreto, ricreandola come bambola di Donna, suo simulacro.

Il determinismo lombrosiano lentamente si trasfigura: lascia spazio alla contemplazione di epifanie, che affiorano, si manifestano spontanee, a volte affacciandosi attraverso uno specchio, a volte nel dormiveglia di sogni affannati.

E ancora: la contemplazione si trasforma in preghiera, grata, per un voto che si compie e viene offerto come un inno alla vita.

Madre, Sorella, Compagna, Figlia.
Eva, Venere, Santa Lucia. Madonne,Vergini e Sante (in pelliccia): tante sfaccettature di Donna che si offrono allo sguardo senza mai rivelare il proprio segreto.

E l’indagine era solo un pretesto.

Maria Chiara Piraccini