lunedì 12 giugno 2017

Genesi pittorica 11


Un'altro eroico amico che posa e in due sedute siamo comunque riusciti ad ottenere un buon risultato. Rappresenta sicuramente un gesto di moderazione rispetto al manierismo a cui mi sono votato in questo periodo, a cominciare dalla pose frontale. Poi l'approccio realistico-naturalista fanno il resto. Non fosse per la scelta cromatica pop che mi salva da ogni pentimento... (come direbbero i Ching)
Segue cronologia della essecuzione per gli animi più indiscreti. Il modello stesso è rimasto perplesso vedendo la prima fase in cui si acenna il suo fantasma in blu oltremare e aggiunse a quadro finito: "ma io sono così incazzato?" Risposta: "si...ma lo sembri soltanto"
Voglio ricordarlo con questa sua espressione da schiacciatore di demoni, il che è anche vero.
Tavolozza moderatissima: Blu oltremare, Magenta, Ocra, Nero d'avorio.

"Roberto"
olio su tela montata su tavola, 50x40 cm


Dettaglio:


Fasi di ellaborazione:



 





giovedì 30 marzo 2017

Genesi Pittorica 10


Non sono propio sicuro che sia finito. Nel caso ci rimetterò mano, ma in ogni caso già mi piace questo ritratto di Francesca (una amica) che è venuta a casa per due pose di quattro ore l'una, pressapoco.
Mi inoltro quindi nel ritratto manieristico e chi conosce l'effigiata sa bene che le si potrebbero fare numerosi ritratti senza paura di ripetersi per quanto è inafferrabile, sembra arrivata da un'altro pianeta e qui ve la presento in sembianze terrestri, ho lavorato a lungo anche al di fuori delle ore di pose, applicando numerose velature e modifiche continue.
Per gli appassionati al retroscena pittorico, si tratta di olio su tela montata su tavola, da me preparata come tradizione vuole.
La tavolozza: bianco di titanio, nero d'avorio, violetto permanente, ocra d'oro, carminio e verde vescica.

"Francesca"
olio su tela montata su tavola, 50x40 cm





dettaglio:



Prima fase:



Seconda fase e particolare:




Di nuovo finita:


domenica 12 marzo 2017

Genesi Pittorica 9


Il cambio d'aria (trasferimento in toscana) mi ha riavvicinato alla natura ed ecco che guardando l'albero di limoni nel mio giardino mi dissi: "facciamo un po' di sano naturalismo"
A parte il fatto evidente che sto parlando di un naturalismo-manierismo, mi sono trovato ancora prima di deciderlo a scegliere dall'albero proprio i limoni deformi. Si tratta quindi di un insano naturalismo. Non so se tali deformità si devono a modifiche  ontogenetiche o genetiche, prodotte da inquinamento, scie chimiche o se sono semplici capricci della natura. In ogni caso mi ha ricordato quei passaggi biblici secondo cui accadevano le stesse cose nei dintorni di Sodoma e Gomorra decenni dopo la loro distruzione: alberi che invecchiavano subito, frutti deformi o vuoti ecc.
Dunque, l'ho intitolato "I limoni di sodoma e gomorra". Si tratta di un tondo su una tela da me preparata in maniera tradizionale. Nella foga ho fatto pochissime foto del processo pittorico...

"I limoni di sodoma e gomorra"
Olio su tela. Diametro 60 cm







 In fase di realizazzione




giovedì 6 ottobre 2016

Un ritratto autunnale di Sara, finito per l'appunto tre giorni fa. realizzato in due intense sessioni di lavoro, la prima con l'effigiata davanti. L'inizio di una lunga serie di ritratti che intendo fare. Aggiungo come al solito un paio di dettagli della piccola tela.
Olio su tela. 50 x 50 cm 
 Tavolozza di colore (per i curiosi del mestiere)
Giallo ocra
Terra di siena naturale
Terra d'ombra naturale
Terra d'ombra brucciata
Rosso di pozzuoli
Lacca di garazna
Blu di prussia
Blu ceruleo
Nero di avorio
Bianco di titanio







domenica 13 marzo 2016


Il cielo preso in sé è l'oggetto di questo ciclo di opere, considerato come la porta verso la base universale che permea tutte le cose del nostro mondo, visibili ed invisibili. L'ultima convenzione visiva dei vivi e a quanto pare la prima dei trapassati.
L'azzurro che vela l'universo astrologico attraverso un gioco mutevole della luce divenuta colore, comune a tutti i popoli e le epoche dell'uomo. Le nuvole, abitanti dello spazio luminoso o depistaggio impermanente, frantumatrici dei più saldi sistemi di pensiero, raffigurabili solo provvisoriamente, solo nell'osservazione del loro comportamento.
Il discorso, ora, può proseguire nella contemplazione del mezzo pittorico. Il nostro protagonista, infatti, viene qui trattato con i mezzi tradizionali della pittura: olio o tempera all'uovo su tela o tavola preparata a mano. Tutte le emozioni, i concetti e i moti istintuali di chi osserva sono liberi di manifestarsi davanti alle opere, per constatare l’impossibilità del loro ancoraggio e, come le nuvole, sorgendo dal vuoto, là ritornano. La semplicità si manifesta a monte, nel raffigurare solo le ore più luminose della giornata e solo i punti più in alto possibili, quel cielo che può trovarsi solo sopra alla nostra testa.
Queste scelte rendono quanto meno innaturale la vista del quadro appeso al muro verticale che lo supporta. Per chi crede che stare in piedi fra le mura sia più reale che sdraiarsi sotto al cielo questa può essere un'ottima occasione di
ripensamento. Per chi già frequenta il vuoto, un'ancora paradossale.




Studi Festival #2
è un progetto ideato e curato dagli artisti Anna Stuart Tovini e Vincenzo Chiarandà (Premiata Ditta), Claudio Corfone, Rebecca Moccia.
Con la collaborazione di:
Scuola di Fotografia dell’Accademia di Belle Arti di Brera
Xac Scuola di pratiche curatoriali.




facebook studi fesrtival
twitter @studifestivl
instagram #studifestival
 


STUDIO ARGELAB ​
Via Argelati 47 Milano
MM2 Romolo 
Aperto dal 15 al 19 marzo, dalle 14 alle 17

Focus 17 Marzo dalle 18 alle 21
348-5395956 Sara

sabato 1 agosto 2015

RETROSPETTIVA 1:
A caccia d'alberi

Nel viaggio a Cuba appena fatto ho ritrovato e fotografato numerosi lavori miei degli anni passati come  pittore naturalista, alcuni degli esordi e altri più maturi. Ho fatto una selezione e le pubblico per puntate. Inizio con i ritratti d'alberi. Proprio così, uscivo a caccia di begli alberi da ritrarre per parchi o foreste, una volta individuato un candidato mi piazzavo davanti e passavo momenti meravigliosi a dialogare con le sue forme e lui. A volte finivo indisturbato in due o quattro ore, altre interrompevo il lavoro scoraggiato o deluso, altre ancora fuggivo costretto dalla pioggia o logorato dal sole, dalla fame, dagli insetti, dai passanti...
Eccone alcuni:

Penna e inchiostro su cartoncino:




Penna e inchiostro su cartoncino:


Particolare:



Penna e inchiostro su cartoncino:




Ritratto d'albero ( 1996, olio su cartone 49 x 37 cm)



 Ritratto d'albero  (1997, olio su cartone)


Dettaglio:


Bozzetto:



Ritratto d'albero (1995, olio su cartone 52 x 23 cm)


Bozzetto:



Ritratto d'albero  ( 1996, 51 x 34 cm olio su cartone)



Ritratto d'albero (1995, 53 x 30 cm, olio su cartone)


Bozzetto:



Ritratto d'albero (1996, 56 x 26 cm, olio su cartone)



Ritratto d'albero (1996, 50 x 30 cm, olio su cartone)



Ritratto d'albero (1995, 56 x 20 cm, olio su cartone)



Acquarello su cartoncino



Matita su carta



Matita su carta



Matita su carta



Penna e inchiostro su carta



Inchiostro e tempera su carta



Penna biro su carta




Olio su cartone telato



Matita su carta




  

giovedì 14 maggio 2015

Un ciclo di autoritratti




7 Giorni fà allo Specchio.
Una meditazione che ho amato e fatto speso è il fissarmi allo specchio (occhi negli occhi) Sette giorni fà ho deciso di farlo per ventuno giorni, ma questa volta disegnando un autoritratto, visto che sono in un periodo di passione per la ritrattistica. Le condizioni:
a) Tutti i giorni senza sgarrare a qualunque ora.
b) Pubblicarli sette giorni dopo per farmi la cronaca in seconda o terza persona.
c) Niente foto di supporto, solo io e lo specchio.
Ed ecco il primo, sebbene fatto a olio è monocromatico quindi consideriamolo disegno, è una versione di me poco rassomigliante ma animicamente concorde ai momenti di languidezza. Fatto di notte, vino abbondante, circondato di amici, mentre lo facevo parlavo di matematica e cosmo con un musicista. Infatti il risultato è ottocentesco-romantico. 





7 Giorni fà allo Specchio 2
Abbandonata ogni dolcezza mi concedo un autoritratto con luce dal basso, la più deformante e meno gentile. Ho visto allo specchio questa specie di "intellettuale di sinistra" psicopatico che mi fissava. Penna biro su cartoncino 29 x 21 cm



7 Giorni fà allo Specchio. Puntata 3
Proprio la domenica scorsa facevo questo disegno poco fortunato d'intento. Avevo deciso di non lottare più contro la stanchezza e concedermi di disegnare come un impiegato di un ufficio "neokafkiano" con un foglio da stampante A4 e una biro anonima. Così, senza pretese, come se quel giorno non avessi il capo ufficio sul collo e avesse riscoperto che con quei mezzi si poteva fare altro: Il risultato non poteva essere altro che un disegno scialbo, insipido, sprovveduto, domenicale, insomma coerente con l'intento. Curioso.
Lo intitolo autoritratto ufficioso




7 Giorni fà allo Specchio. Puntata 4
Dopo aver fatto il disegno pubblicato ieri mi sono detto: "su amico, un po' di sangue in vena, facciamo qualcosa di espressionista" e mi sono ridestato dopo aver finito questo disegno che alla faccia dell'espressionismo, è la cosa più istituzionale che abbia mai fatto. Mio malgrado, sono riuscito a mettere insieme la cartellonistica pubblicitaria targata USA degli anni cinquanta con il realismo socialista. Due tendenze che detesto.
Serio, leninista, intransigente quasi martire e carnefice, così etero, ma così etero da destare sospetti. Sara ha detto: "...ostentato" 
Tecnicamente è parecchio sempliciotto...Matita su cartoncino 30 x 23 cm



7 Giorni fa allo Specchio. Puntata 5
Finalmente un l'espressionismo mi si è concesso. Ero in una serata abbastanza difficile emotivamente e stanco oltre il solito limite. Ciò ha prodotto la dose di distacco necessaria per guardare quello lì allo specchio: gli occhi luciferini persi in qualche vicoletto animico poco raccomandabile, inamovibili nella loro inaffidabilità. Viso spigoloso e tuttavia sfuggente. Maglia alla marinara se non bastasse il resto. La pettinatura...lo so...perdo il controllo sui capelli in periodi come questi 
Vaghi riferimenti stilistici ai grandi maestri dell'espressionismo: Kirchner, Kollwitz...
Carboncino e gessetto bianco su carta da spolvero, 50 x 35 cm





7 Giorni fà allo Specchio. Puntata 6
Da parecchio tempo volevo fare un ritratto così e sette giorni fà sentivo in me le condizioni per riuscirci ed eccomi: palesemente ispirato ai miei amati muralisti messicani. I grandi Rivera e Orozco, che a loro volta amavano il primo rinascimento toscano. Fatto su carta da spolvero come se dovessi trasferislo sui muri.
In effetti è un autoritratto pieno d'ideali ma concreto, marxista direi. L'elemento animico qui e relegato, quasi negato da volonteroso spirito minuziosamente irretito in un corpo. Un'accordo saldo tra l'uomo creato dal fango e quello dall'evoluzione, evoluzione di Lamarck non di Darwin. Semplicità.
Carboncino cerato e gessetto su carta da spolvero. 35 x 24 cm



7 Giorni fà allo Specchio. Puntata 7
Trovai questo tipo che mi fissava allo specchio dalla più recondita alienazione.
E un autoritratto novecentesco fatto in uno stato quasi di trance agonistica tipica per l'appunto del nevrotico XX secolo "occidentale" Il mio viso ebbe la stessa sorte del tabacco: da pianta sacra e "inebriantemente" aromatica, a nemico abusato e abusante. Dipendenza. Per dirla con il grande Enrique Santos Discepolo e il suo tango "Cambalache":
...Ma che il secolo venti sia un dispiegamento 
di male insolente, nessuno lo può negare.
Viviamo sguazzando in una meringa
e in ugual fango tutti impastati...
Echi dei grandi Boccioni e Giacometti. 
Matita e grafite su cartoncino 48 X 33




7 Giorni fà allo Specchio. Puntata 8
Prima di ritrarmi ho tosato la cotonatura che si era impossessata della mia testa credendo mi facesse passare le idee malsane, il disegno prodotto subito dopo dimostra che sbagliavo. Volevo un ritorno all'ordine con un po' di classe, scegliendo come mezzo la china, il pennino e il pennello. Il risultato è fumettoso (fossi fumetto avrei gradito) e l'espressione più criminale che mai... ma lascio giudicare a chi guarda...in tanto un po' di pulizia non guasta. 
China su cartoncino. 48 x 33 cm



7 Giorni fà allo Specchio. Puntata 9
Ero a tavola con diversi amici intorno che discutevano di qualcosa mentre io mi disegnavo allo specchio. La luce era scarsa e tagliente, dopo più di quaranta minuti questo fu il risultato: naif o primitivo. Persino il sigaro con cui mi stavo ritraendo e allietando era solo un mozzicone quando arrivai a disegnarlo. Bene, credo di aver toccato il fondo. Sara ha detto: "si, è proprio primitivo"
Carboncino e gessetto su carta da spolvero. 50 x 35 cm



7 Giorni fa allo Specchio. Puntata 10
Presso dalla voglia di farmi un autoritratto di profilo, mi sono lanciato nell'impresa con due specchi, per ragioni di angolatura non sono riuscito a fare un profilo netto, sono infatti leggermente girato e in una posizione scomodissima per guardarmi. Avrei dovuto provare con tre specchi ma le condizioni non lo permettevano. Sara mi ha fatto notare che si nota lo sforzo che stavo facendo nel guardarmi dalla tensione del viso. Questo aspetto trovo sia una riuscita e lo esplorerò ulteriormente.
Matita si carta. 42 x 29 cm.



7 Giorni fa allo Specchio. Puntata 11
Proseguendo nella trovata del disegno pubblicato ieri (la tensione nel viso derivata dallo sforzo nel guardarmi da una posizione scomoda) sono tornato all'espressionismo. Con lo sforzo prolungato della posizione è naturale che ci arrivassi. Mentre lo facevo notavo anche che rassomigliava abbastanza nell'intento alle opere di Francesco del Cairo, pittore della seconda metà del 1600. Lo sfondo illuminato produce un contro luce calzante e la vicinanza allo specchio deforma il viso a dovere.
Matita e graffite su cartoncino. 42 x 29 cm



7 Giorni fà allo Specchio. Puntata 12
Qui do continuità all'osservazione del volto in sforzo. Ho scelto un'altra posizione in cui faticavo a guardarmi ed è venuto questo autoritratto che sembra un po' ispirato a Schielle (che in effetti si ritraeva in posi contorte) e rassomiglio un po' a Lomachenko o Klichko (due grandi pugili ukraini) 
Sara ha detto: "sembra che qualcuno si sia impossessato di te" Dunque ha ragione ma mi sto proprio divertendo.
Matita e grafite su cartoncino. 42 x 29 cm



7 Giorni fà allo Specchio. Puntata 13
Finalmente, al tredicesimo giorno riesco a farmi un autoritratto diurno. Di fronte alla finestra con lo specchio appoggiato a terra. Guardandomi vincente dall'alto al basso e facendo partecipare il tetto a travi come sfondo. Strano l'effetto che mi fa. Venere mangiava tre metri più in là, quando ho finito gliel'ho mostrato e mi ha detto "Nà" 
Matita e grafite su carta, 30 x 30 cm




7 Giorni fà allo Specchio. Puntata 14
Tornando sulla scia dell'autoritratto con sforzo rieccomi questa volta fischiando, e perso nella smorfia mi sono dimenticato della rassomiglianza. Mi sono ascoltato un concerto di Eduardo Aute con Silvio Rodriguez e fischiettavo quasi tutti i pezzi (che erano molto melodici) Poi vino, molto vino...
Matita e grafite su cartoncino, 40 x 35 cm



7 Giorni fà allo Specchio. Puntata 15
Dopo gli "sforzi" dei giorni scorsi, ho deciso di ritrarmi con tratto scorrevole e disinvolto, senza pianificare l'insieme ne proporzionare il tutto prima di procedere come vuole il mestiere. Insomma, senza dover sforzare neanche il collo nel tenermi la testa. Compare nel mio sproporzionato ritratto anche il compagno bicchiere, accanto a una porzione di corpo tagliato dal tavolo. 
Penna biro su carta, 30 x 30 cm



7 Giorni fà allo Specchio. Puntata 16
Mentre facevo il disegno pubblicato ieri, tutto disimpegnato e rilassato sono stato colpito a sorpresa da una sensazione stranissima mentre disegnavo la mano che disegnava a sua volta. Infatti Cornelis Escher sempre attento a questi fenomeni, aveva fatto un'incisione di due mani che si disegnavano a vicenda. Quindi ho fatto questo disegno-informativo, ovvero con la mano destra (quella con qui disegno e scrivo) disegnai la sinistra in riposo. Poi con la sinistra ho disegnato la destra in riposo. Quanto la sinistra sia appunto maldestra lo si vede persino nella firma e la data che sembra scritto da un bimbo piccolo, per non parlare della raffigurazione in sé...era anche la sera in cui si disputava il super match di pugilato Mayweather jr vs Pacquiao, forse anche questo ispirò il mio autoritratto delle mani.
matita su carta, 42 x 38 cm



7 Giorni fà allo Specchio. Puntata 17
Autoritratto in versione un po' Il Greco, a tratti tipo colpi d'ascia, includendo la mano sinistra, dai due disegni anteriori mi sono ricordato che la mano é parte costitutiva del ritratto quanto il viso. E poi Il Greco faceva sempre così. La barba mi si è infoltita dopo qualche giorno e questo rabbuia parecchio il volto.
Penna biro e pastello bianco su cartoncino grigio, 30 x 23





7 Giorni fà allo Specchio. Puntata 18
Ecco un autoritratto che non mi dispiace affatto. Un po' barocco o manierista. L'ho fatto in penombra e con voglia di disegnare. Carboncino a tre strati (cioè disegnavo e applicavo fissativo, poi disegnavo sopra ancora e fissativo, e poi ancora) ritoccato con pochi punti di tempera bianca e una certa profondità di campo è riuscita. Sara ha detto: "sembri molto più giovane" e sono d'accordo, ero così dieci anni fa.
Carboncino e tempera bianca su cartoncino griggio, 29,5 x 21 cm





7 Giorni fà allo Specchio. Puntata 19
Ecco il disegno più brutto che abbia fatto in vita mia. Lo pubblico solo perché mi sono promesso di fare un autoritratto al giorno(per ventuno di seguito) e pubblicarlo ma sembra il disegno di un aspirante a cartellonista pubblicitario nord americano degli anni cinquanta...una caduta da cui intendo vendicarmi. Meglio tacere ora.
Sara ha detto: "sei il cugino di Ken, il fidanzato di Barbie" Ha reso l'idea
Matita e grafite su cartoncino, 29 x 20 cm



7 Giorni fà allo Specchio. Puntata 20
Finalmente un autoritratto di cui mi sento soddisfatto, sia per il risultato tecnico che per l'aspetto che mette in luce, infatti l'unica via che riconosco attualmente come benefica per l'essere è quella in cui la congruenza impera, al di là del quieto vivere. Così intanto ci togliamo di mezzo sterili dibattiti tra "forma e sostanza" Dibattito peraltro che non sussiste. 
Dallo specchio mi fissava questo matto quasi degno dell'attenzione di Gericault, Soutine, Kokoschka, e sicuramente a loro debitore. Disegno romantico nel senso più esigente del termine: Sguardo indagatore che ha saputo rinunciare alla terra ferma della ragione illuminista e non accetta la gabbietta della soggettività. Pretende una scienza poggiata sulla coscienza umana. Una scienza che rischia, fatta da esseri che a forza di spirito navigano le acque abissali e torbide dell'anima alla ricerca della sorgente. Appunto romantica. Pretese eroiche
Carboncino, pastello e tempera bianca su cartoncino grigio, 29 x 20 cm





7 Giorni fà allo Specchio. Puntata 21 (ultima)
Con questo autoritratto quasi fiammingo chiudo il mio ciclo di meditazione "Lo straniero allo specchio. Non mi ero mai disegnato così tanto in vita mia. Questo ultimo è ispirato ai maestri fiamminghi e tedeschi, con un piede nell'ombra di Brughel e Durer, e un'altro in quella di Dix. Ho usato matite di tre durezze: H, HB e B7 e mine di tre diametri: 0,7 - 0,5 - 03 per differenziare lo spessore dei peli del viso dai capelli e contorni. Mi sono messo diverse ore a completarlo e sarebbe stato giusto dedicarci del tempo ancora ma...va bene così
Mentre lavoravo ho chiesto a Sara se mi rassomigliava. Guardò e rispose lapidaria: "si vede che lo hai fatto di giorno" poco dopo tornò spargendo fumo di erba dolce e aggiunse: "così non torni nelle tenebre"


Matite, mine, pastello e tempera bianca su cartoncino grigio, 29 x 20 cm





FINE  DEI  VENTUNO  GIORNI  DI  MEDITAZIONE  DAVANTI  ALLO  SPECCHIO